Il Santuario del Valinotto: una realtà unica del barocco piemontese

Oggi 27 maggio 2017 abbiamo avuto il piacere di essere invitati ad un evento straordinario: la riapertura di uno dei gioielli del barocco piemontese, il Santuario del Valinotto di Carignano (TO). Dopo una lunga chiusura, nella data odierna si è svolta la conferenza che celebra la rinascita e la riscoperta, dopo i restauri pittorici dell’interno, di quel piccolo e prezioso scrigno d’arte qual è questo Santuario.

La riapertura è stata resa possibile grazie al contributo della Compagnia di San Paolo che ha stanziato la somma di 600mila euro per coprire la spesa di ristrutturazione dell’apparato decorativo interno.

Il Santuario del Valinotto è opera giovanile di Bernardo Vittone commissionatagli dal  banchiere Antonio Faccio, proprietario dell’adiacente Cascina del Valinotto. Da secoli il Complesso rappresenta la felice fusione tra devozione popolare e l’eleganza colta di un architetto, qual è il Vittone, sensibile agli insegnamenti dei maestri del tempo, Guarini, Juvarra, Bernini e Borromini. La sua capacità inventiva si fonde bene con il rigore geometrico conferito all’edificio. Questa è l’idea architettonica di Vittone , ricordata dal Segr. generale della Compagnia di San Paolo:

“Le fonti dell’invenzione non sono chiuse ai contemporanei”

Così Vittone nel ‘700, in un periodo dove la tradizione classicista era ancora molto viva, raccoglie gli spunti dai suoi colleghi e immagina questo scrigno barocco, composto al suo interno da una grande cupola sospesa e traforata di matrice esagonale. Ed è proprio su questo intreccio architettonico che si stagliano le figure che colorano la Cupola. Nella parte inferiore si riconoscono i motivi religiosi della controriforma: l’esaltazione dei santi e dei sacramenti, la devozione al Sacro Cuore di Gesù. Nella seconda fascia, invece, i santi si elevano, troviamo gli Apostoli (Sant’Andrea con la croce e San Pietro con la chiave, riconoscibili iconograficamente) e gli angeli che illustrano l’Assunzione dal cielo di Maria.

L’iniziativa di restauro del complesso si deve in primo luogo allo stimolo di Laura Salvetti Firpo che pose l’attenzione degli esperti sulla necessità di recupero degli affreschi. Successivamente, grazie alla Compagnia di San Paolo che ha stanziato 600 mila euro, i lavori di recupero, a seguito di una gara con procedura negoziata, sono stati affidati al “Consorzio San Luca, per la cultura, l’arte e il restauro di Torino” che li a portati a compimento eccellentemente.

Una prima fase di restauro iniziata il 12 gennaio 2015 si è protratta fino a giugno 2015, mentre una seconda fase ha avuto inizio nel gennaio 2016 e si è conclusa in questi giorni.

Grazie a questo restauro il Santuario da oggi potrà conoscere la popolarità che merita; in primo luogo entrerà a far parte di un grande itinerario d’Arte incentrato sulle opere del Vittone, tra barocco e tardobarocco, e in secondo luogo visite guidate e eventi culturali al suo interno ne diffonderanno la sua bellezza.

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