Van Gogh e le sue riflessioni sul mercato dell’arte

L’arte è in incidente dal quale non si esce mai illesi.
-Leo Longanesi
27VANGOGHJP2-superJumboL’arte e l’economia percorrono strade travagliate, sono una coppia i eterna rotta di collisione. Litigano e si attaccano, ma ormai sanno che in qualche modo devono imparare a vivere assieme. Questo non vuol dire che anche l’arte segue alcune logiche di mercato e che l’economia deve fare posto alle peculiarità dei prodotti culturali.
Tuttavia oggi giorno molte volte si percepiscono idee di ricavi e guadagni quasi come leggi e principi supremi di alcuni ambiti del mercato, soprattutto quando si parla di aste e gallerie d’arte. Un meccanismo che non nasce negli ultimi anni, però. Anche Van Gogh aveva colto il mutasi della compravendita d’arte e ne aveva palato con il fratello Theo, nella sua ultima lettera prima di togliersi la vita con un colpo di pistola il 27 luglio 1890.
Mio caro fratello,
 
grazie della buona lettera e dei 50 franchi. La cosa più importante è che tutto vada bene; perché allora insistere sui dettagli di minore importanza? del resto, c’è tempo prima che ci si presenti la possibilità di parlare d’affari a mente calma.
 
Gli altri pittori, di qualsiasi opinione siano, si tengono istintivamente lontani dalle discussioni sul commercio attuale. E infatti non possiamo far parlare che i nostri quadri. Pure, caro fratello, c’è qualcosa che ti ho sempre detto e ti ripeto ancora una volta con tutta la gravità che possono dare gli sforzi di una preoccupazione constante a fare più bene possibile − ti ripeto ancora: io ti considero ben altra cosa da un semplice venditore di Corot; per conto mio, tu hai la tua parte nella stessa produzione di certe tele, che anche nello sfacelo conservano la loro calma.
 
Siamo infatti a questo punto ed è la cosa migliore che posso dirti in un momento di relativa crisi. In un momento in cui i rapporti tra negozianti di quadri di artisti morti e di artisti viventi, sono molto tesi. Ebbene: per il mio lavoro rischio ogni giorno la vita, e vi ho perduto metà della mia ragione – va bene – ma tu non sei tra i mercanti d’uomini per quanto sappia io, e puoi assumere una tua posizione, agendo realmente con umanità. Ma che cosa vuoi tu infine?
Vincent_Willem_van_Gogh_128La domanda sorge piuttosto spontanea: ancora oggi possiamo parlare di mercanti “buoni” che non sono assolti al mero profitto? Noi ci auguriamo di sì, ben sapendo che ci sono molti investitori senza vero interesse nel valore intrinseco dell’opera.
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