Il Met di New York si muove tra conti in rosso e pubblica fruizione

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Vista principale del Met di New York

Il Met Metropolitan Museum of Art– è tra i più importanti edifici culturali della Grande Mela. La sua sede primaria si affaccia su Central Park a New York, lungo il Museum Mile – il Miglio dei musei- mentre un secondo edificio, chiamato The Cloisters, contiene le opere medievali. Il museo rientra nella lista dei National Historic Landmark.

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“Autoportrait au chapeau de paille” di Van Gogh, 1887-1888

Il pubblico nelle sale è arrivato fino a 6.7 milioni di fruitori, un numero molto alto che si classifica primo nei 40 anni di vita dell’istituzione. L’incremento delle entrate è stato del 13% di cui un terzo è dettato dall’attività filantropica per The Met Breuer, il progetto per amplificare gli spazi espositivi. Tuttavia i conti stanno diventando sempre più ostici da gestire. Sono quasi 40 milioni di dollari in rosso e il problema è sorto proprio con il progetto Met Breuer, dove si sono andati a sommare costi operativi e della struttura. Infatti il nuovo mueso ha richiesto aumento di personale e di teconologie sofisticate.

Dal 2015 è stato imbastito un progetto di risistemazione economica, tramite anche l’apporto del nuovo presidente, Daniel Weiss e del suo staff. In questo quadro il mueso dovrebbe arrivare al pareggio al termine del 2018. Nel piano è prevista una riduzione da 60 a 40 esibizioni, 90 licenziamenti in ambito curatoriale e gestione delle mostre e il blocco fino al 2024 della prposta di espanzione per mano di  David Chipperfield, che avrebbe portato a una spesa di 600 milioni di dollari.

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“Blue Qur’an” arte islamica, IX-X Secolo

Oggi il Met lascia alla pubblica fruizione ben 375 mila immagini di opere della propria collezione. Nell’aprile 2015 il Metropolitan Museum of Art aveva avviato la stessa iniziativa, consentendo alla pubblica fruizione ben 400 mila immagini. Prima di loro ancora ci aveva pensato il Rijksmuseum con 125 mila lavori, il Getty Museum di Los Angeles con altrettante 80 mila opere, la National Gallery con 35 mila e il British Museum con un milione di opere. La mossa del Met sembra quindi in linea con una tendenza di avvicinamento al pubblico e un’audace risposta per consentire un maggiore interesse alle opere esposte nel museo.

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“La Siesta” di Paul Gauguin, 1892-1894
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