Si chiamava Arte: la Moschea degli Omayyadi ad Aleppo

«La vita abbatte e schiaccia l’anima e l’arte ti ricorda che ne hai una»
-Stella Adler

aleppo05lapressefo_53777909
L’esercito governativo mette la bandiera siriana sulle macerie della Moschea degli Omayyadi

La Moschea degli Omayyadi  era una delle architetture sacre tra le più grandi e antiche della Siria, era la moschea più importante ad Aleppo.

download
Moschea degli Omayyadi

L’edificio, nella zona più antica della città, risaliva al periodo mamelucco, intorno al XIII secolo, e il minareto ancora prima, databile al 1090. Per la cultura mussulma al suo interno si trova il sepolcro di Zaccaria, profeta dell’Islam. La moschea si apre su una vasta corte porticata, chiamata musalla. Nell’ingresso sono poste pietre di colore nero e bianco che formano motivi ornamentali geometrici. Per le abluzioni sono presenti due finissime fontane. Il santuario di Zaccaria, un minbar del XV secolo e un miḥrāb sono ospitate nella prima sala della Moschea. Il tetto piatto con una cupola viene sostituito nel Medioevo con un sistema di volte a croce con archi particolarmente complesso.

La guerra ha distrutto il Paese, Aleppo solo cinque anni fa vantava una popolazione di due milioni di persone. Si confrontavano tra le vie curate della città differenti etnie: assiri, arabi, armeni, curdi e turchi. Il turismo era settore trainante di uno Stato con numerose opere inserite all’interno del Patrimonio ritenuto di valore per l’UNESCO. Nel 2012 inizia l’assedio della città, lealisti e ribelli si iniziano ad attaccare. Tuttavia era possibile salire alla Qalat, la parte antica. L’anno dopo la stessa sarà rasa al suolo.

s3-amazonaws-com_policymic-images_92370e7477f718ce802f2582681fdfff8e62b1d87b905472da8fe8c9a9f18959
Moschea di Omayyadi, prima del 2013
ommayad_mosque_1
Moschea di Omayyadi, durante gli scontri nella città

Oggi tutto questo appare quasi un racconto di fantascienza.

Aleppo è divisa tra la zona orientale e la zona occidentale con pesanti bombardamenti dal 2015. La strategia militare è il “starve or submit”, cioè lasciare che se ne vadano o uccidere chiunque resti.

schermata-2014-02-11-a-16-45-08
Macerie della Moschea

Velocemente tutto crolla, assieme ai civili innocenti, l’antico mercato coperto e altre meraviglie artistiche arabe. Anche la moschea è stata danneggiata durante la guerra. Il raffinato minareto è stato distrutto nell’aprile 2013. Qualche giorno fa il resoconto era questo, dopo l’assedio finale non si hanno ancora informazioni a riguardo. Sicuramente i danni saranno maggiori. Oltre la perdita di civili innocenti la Siria sta perdendo la sua cultura, cosa non da poco: la cultura è il passato e il futuro di un territorio. Il patrimonio culturale ci ricorda chi siamo, quale forma ha la nostra storia. Quello che è stato sono mattoni su cui noi ci troviamo. Se vogliamo avere una possibilità dobbiamo partire da quelli e costruirne di nuovi, in armonia. Conservare il patrimonio culturale consente di garantire il nostro avvenire, avvicinare turisti e ispirare i giovani. Perdere minareti, mercati antichi e archi a sesto acuto è come perdere un pezzo del nostro muro, trabellare e rischiare di cadere nel nulla.

2016-12-09t114233z_1225186847_rc1ef664e150_rtrmadp_3_mideast-crisis-syria-aleppo-past
Moschea Omayyadi di Aleppo
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...