L’Immacolata Concezione nella Storia dell’Arte

«Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista»
-San Francesco d’Assisi

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“Immacolata Concezione” di Beato Angelico

L’8 dicembre si è festeggiata la festa dell’Immacolata Concezione. Di cosa si tratta e, soprattutto, l’arte come ne ha parlato? Per la chiesa Cattolica ogni essere umano nasce con il peccato originale e solo Maria ne fu esente. Si tratta di un dogma cattolico che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale. Elemento che non va confuso con il concepimento verginale di Gesù.

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“Immacolata Concezione” di Velazquez

Tale affermazione sorge sin dagli arbori della religione cristiana e matura soprattutto con la filosofia scolastica medievale. In particolare si voleva esaminare le effettive modalità con cui descrivere teologicamente il concetto per cui Maria era senza peccato. Vi furono numerose dispute nel tempo che portarono all’affermazione del dogma, a metà Ottocento. Esso in primis afferma che Maria è nata da Anna e Gioacchino priva del peccato originale e non ha mai fatto peccato né mortale né veniale, per tutta la vita.

Nell’arte le sue prime raffigurazioni risalgono al periodo gotico, nel pieno del dibattito tra gli ordini francescani e domenicani. In quei primi esempi il dogma è emblematico e la sua interpretazione lasciata a chi l’osserva. Sempre nel tema vi sono anche alcune opere che raffigurano le dispute del dogma, per esempio l’opera rinascimentale di Pierfrancesco di Jacopo Foschi o quella subito posteriore per mano di Pordenone. Con il tempo viene sempre più a definirsi il reparto iconografico specifico, soprattutto con la Controriforma. Il meridione e la Spagna sono i posti che hanno più legami con questo tipo di iconografia.

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“Immacolata Concezione” di Reni

Il soggetto quindi è molto noto nella storia dell’arte, nel primo Quattrocento una delle opere più rappresentate è per mano di Beato Angelico. Ancora seguono lavori fatti da artisti italiani e internazionali: Rubens, Murillo, Velázquez, Tiepolo, Reni e Poussin.

La sua iconografia è ben definita dalle parole di Francisco Pacheco, nel suo trattato Arte de la Pintura del 1638. Una «bellissima bambina con begli occhi e sguardo grave, naso e bocca perfettissimi e rosate guance, i bellissimi capelli lisci, color oro». L’abbigliamento riguarda una tonaca bianca, la veste blu e un sole ocra e bianco. La corona imperiale poggiata sulla testa senza coprire le stelle, sotto i piedi la luna e circondata «con serafini e con angeli».

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“Immacolata Concezione” di Rubens, 1627
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