Tra Arte e Architettura: il Bacio di Klimt

«Se per baciarti dovessi poi andare all’inferno, lo farei. Così potrò poi vantarmi con i diavoli di aver visto il paradiso senza mai entrarci»

-William Shakespeare

 

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Particolare “Il Bacio” di Klimt, 1907

Il bacio, Der Kuss, di Gustav Klimt  realizzato tra il 1907 e il 1908 è attualmente conservato nell’Österreichische Galerie Belvedere di Vienna. L’opera è riconosciuta, per la sua eleganza e la carica erotica, come simbolo dell’arte di Klimt e della Belle Époque.

I due protagonisti rappresentano l’eros, l’amore passionale, che avvolge i due innamorati in un punto senza tempo. Lo sfondo irreale e i colori dorati risaltano il volere dell’artista di estraniare i soggetti dal contesto del reale. Il colore riesce anche a unire i due soggetti che sono in perfetta armonia tra loro e con l’ambiente in cui sono collocati. La donna si appoggia in piena estasi tra le braccia del compagno, che con forza la trattiene a sè.

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Affreschi della Chiesa di San Vitale, Ravenna

L’opera, in accordo con i canoni del liberty e con lo spirito vicino all’Art and Craft di Morris, presenta un intenso uso della foglia d’oro sulla tela. La tecnica ricalca quelle utilizzate nell’arte tardoantica dell’Alto Medioevo nei paesi d’influenza bizantina, città come Ravenna e la Chiesa di San Vitale visitata dal maestro nel 1903. Oltre a questo lo stile ha subito le influenze dell’arte giapponese che in questo periodo viene presentata e sfoggiata nei migliori salotti d’Europa. La tela è del«periodo aureo» di Klimt.  In questa fase il colore irradia le opere, elimina l’effetto di profondità spaziale e restituisce una piatta bidimensionalità. La luce proviene dalla stessa coppia che si bacia.

 

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“Gli Amanti” di Schiele, 1917

Klimt ha scritto che «tutta l’arte è erotica». L’opera si è inserita in un filone della pittura tra amore, passione e tormento. Mezzo secolo prima di lui Hayez aveva proposto tre copie dei suoi innamorati de Il Bacio. In quel caso la passione dei due si tingeva d’impeti patriottici e sprito vicino alla riunificazione della Penisola. Una carica simile a quella sulla tela l’ha poi espressa, una decina di anni dopo, l’allievo dell’artista: Egon Schiele con Gli Amanti, 1917-1919. Per il quadro imperversa il dramma e la fragilità di due persone, sospinte dalle paure di tutta la società. Seguiranno ancora numerosi altri esempi, come il bacio enigmatico che sta dietro al Bacio di Magritte.

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“Il Bacio” di Klimt, 1907

 

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