Piste di pattinaggio private al Teatro romano

«L’uomo valuta con il denaro. Per questo tutte le azione dell’uomo si fondano sul denaro, la sua cultura e la sua civiltà, e per questo tutto ciò che l’uomo fa o produce con o tramite il denaro, il buono o il cattivo, l’enorme giro di affari con il pane per i fratelli e la miseria per i fratelli, con ciò che ci veste e ciò che ci sveste, con ciò che merita di essere vissuto e ciò che non merita di essere vissuto, con il durevole e con il transitorio, con il necessario e con il superfluo, con la cinematografia e con la pornografia, con l’amore disinteressato e con l’amore veniale, non è altro che vanità»
– Friedrich Dürrenmatt
verona
A Verona il Teatro romano si può affittare, previa autorizzazione della Sopraintendenza e del Comune. In questi giorni era stato affidato al Tocatì, festival dei giochi da strada. Per tre giorni nella città del leghista Tosi erano previsti afflussi turistici di oltre trecentomila persone sotto l’insegna dell’ Azzardopatia: il buco nero del gioco. Di fatto un happening per sensibilizzare sul problema del gioco d’azzardo condotto da Gian Antonio Stella, Marco Paolini e Enzo Iachetti. Nel corso delle giornate erano previsti interventi di esperti e personaggi pubblici come AldoGiovanni e Giacomo. Però l’evento di questa domenica 18 è stato spostato nella Sala della Gran Guardia alle 17.
Il motivo? Non è ben chiaro. Antolini Luigi & C Spa, ditta della zona, ha richiesto e ottenuto la possibilità di organizzare nel Teatro un galà su ghiaccio. Ricordando di essere a settembre e in un paese mediterraneo, l’idea di costruire 25 x 14 metri di pista di pattinaggio non ha convinto molti. A essere precisi il 7 aprile la Giunta aveva bloccato il progetto per l’incompatibilità tra programmazione e richieste. Tuttavia il 14 giugno l’amministrazione aveva cambiato idea e lascia ai privati l’uso della location. Come mai abbia ottenuto l’approvazione il progetto? Qualche idea si può avere e non comprende l’attinenza del tema dell’evento, una serata sul giacchio con musiche delle colonne sonore dei film da premi Oscar, e un antichissimo Teatro romano.

La parte più assurda sta nell’approvazione dagli enti che dovrebbero preservare e supportare il patrimonio culturale che si limitano a ricordare di non danneggiarlo. Una città, Verona, molto ricca di cultura, ma sempre più a rischio di scivolare in una privatizzazione negativa, che non supporta ma soffoca il patrimonio. Si è partiti con il culto e la commercializzazione di Romeo e Giulietta che portano turisti e numerosi negozi solo interessati a quel tipo di soggetto, per arrivare alla privatizzazione di numerosi altri enti, dall’Arsenale alla Fondazione dell’Arena.

Il futuro della città? C’è chi propone di trasformare l’Arena in un palasport. Però noi ci auguriamo di no, uno spazio tanto ampio potrebbe essere più adatto a un bel centro commerciale o, perché no, spianandolo si otterrebbe un grande parcheggio in pieno centro città, quello si che porterebbe molti soldi nelle casse del Comune!
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