Sensuale, eclettica ed eccentrica: Tamara de Lempicka

«Vivo la vita ai margini della società, e le regole della società normale non si applicano a coloro che vivono ai margini»

-Tamara de Lempicka

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“La dormiente”, Tamara de Lempicka

Tamara de Lempicka, polacca, è tra le massime pittrici dell’Art Decò e tra le più forti figure femminili nella storia dell’arte assieme a Menchu GalFrida Kahlo, Artemisia Gentileschi e Marina Abramovich. Suo padre, agiato ebreo russo, scompare precocemente. L’artista sostiene per un divorzio, ma alcuni storici ipotizzano sia morto per suicidio. Vive nella famiglia materna con i fratelli Stanisław e Adrienne. Arriva in Italia nel 1907 e poi passa in Francia, accompagnata dalla nonna.

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Tamara de Lempicka

Dopo studi prestigiosi va a vivere a San Pietroburgo, dove conosce l’avvocato Tadeusz Łempicka, che sposa nel 1916. L’incontro tra i due avviene in una festa in maschera, dove lei si presenta vestita da contadina polacca con un’oca al guinzaglio. Il marito viene arrestato dai bolscevichi e liberato grazie agli sforzi e alle conoscenze della moglie e nasce la figlia Kizette, nel 1916. I Łempicka decidono di trasferirsi a Parigi. Inizia una storia con una vicina di casa, Ira Perrot, che le offre un viaggio in Italia, durante il viaggio studia Botticelli e Antonello da Messina. Tamara espone al Salon d’Automne nel 1922, la sua prima mostra in assoluto. Diventa famosa ritrattista e divorzia dal marito poco dopo la fuga di lui in Polonia per la bella Irene Spiess.

Diventata icona di un certo tipo di stile viene è sempre più legata alla cocaina. Viene invitata da Gabriele D’Annunzio al Vittoriale, accetta e rifiuta i tentativi del Vate di sedurla. Con la seconda guerra mondiale si trasferisce a Beverly Hills in California assieme al nuovo marito, il barone Raoul Kuffner de Diószegh. Dura poco e nel 1943 si spostano nuovamente, questa volta a New York.

 

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“Giovane donna con guanti”, Tamara de Lempicka
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“Autoritratto”, Tamara de Lempicka

 

 

Si trasferisce poi a Houston in Texas. Sviluppa quì un nuovo stile, vicine all’arte astratta,  accolte freddamente dalla critica. Nel 1978 si trasferisce a Cuernavaca in Messico. Morirà nel sonno il 18 marzo 1980. Il suo corpo verrà cremato e le ceneri sparse sul vulcano Popocatepetl. Viene pubblicato a Tokyo il libro su di lei, con il testo di Germaine Bazin: è la prima pubblicazione scientifica sulla sua opera. Tra i suoi massimi collezionisti figurano Madonna, l’attore Jack Nicholson e Barbra Streisand.

Duecento dei suoi lavori erano stati portati in Italia l’anno scorso, ospitati nel Palazzo Forti a Verona. Alcune sue opere, invece, saranno in mostra per dall’11 febbraio al 18 giugno 2017 presso San Domenico, con l’aiuto della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. In questo anno è invece uscita un fumetto firmato Vanna Vinci dove compare la pittrice e altre storie intraprendenti come quella di Frida Kahlo.

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“Madonna”, Tamara de Lempicka
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“Tamara de Lempicka”, Vanna Vinci
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