L’amicizia nell’Arte

«Il ruolo di un amico è di essere al tuo fianco quando sbagli, perché chiunque sarà accanto a te quando hai ragione»
-Mark Twain

L’arte nella storia ha ritratto ideali, passioni e potere. In alcuni casi, però, ha ritratto anche alcune scene di pura amicizia. In occasione della Giornata dell’Amicizia, istituita dall’ONU nel 2011, abbiamo deciso di fare un percorso tra le tele di artisti che hanno immortalato queste relazioni di affetto e fiducia.

Partendo da alcuni autoritratti da inizio del Cinquecento affiorano subito alcuni nomi di prestigio che nel corso del tempo si sono ritratti assieme ai propri amici. In primo luogo Raffaello, nel Autoritratto con un amico del 1518, ma poi anche Rubens, che Luigi Mallè definisce come colui che 

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“Autoritratto con amici a Mantova” Rubens

«ha aperto la via al tumultuante barocco europeo, nordico e francese in particolar modo». Nel 1602-1604 crea l’Autoritratto con amici, oggi al Wallraf-Richartz Museum di Colonia. In futuro lo farà ancora Hayez con alcuni schizzi in cui viene ritratto assieme ai compagni di avventure, intorno al 1825. Tutte queste opere però restituiscono più una rappresentazione accurata e delicata di alcuni personaggi e non tanto l’atmosfera. Di artisti che hanno rimediato a ciò ve ne sono numerosi, soprattutto da fine Ottocento in poi.

Andando con ordine, a metà dello Seicento, a Parigi, affiora l’opera di Eustache Le Sueur. L’artista è poco conosciuto in Italia, ma il suo valore è internazionalmente riconosciuto, soprattutto al Nord Europa. Sarà lui a gettare le basi per L’Accademia parigina che diventerà l’emblema dell’arte canonica in qualche secolo: l’Accademia di Belle Arti. Nella sua Una riunione di amici, del 1640, l’aria austera delle opere precedenti viene superata per un’atmosfera rilassata e divertita, dove i compagni chiacchierano e guadano l’osservatore.

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“Una riunione di amici” di Eustache Le Sueur

L’opera è attualmente al Louvre e probabilmente sta immortalando una delle riunioni fondative della futura Accademia.

Nell’Ottocento Degas immortala alcuni amici, Ludovic Halévy e Albert Cavé, mentre chiacchierano tra i corridoi di un teatro in Amici a teatro, del 1879. Oggi conservato al Museo d’Orsay l’opera esalta raffinati personaggi alla moda e un’atmosfera alla moda di fin du siecle.

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“Amicizia”, Picasso

Tra il 1880 e il 1882 affiora l’opera tra le più note di Renoir, Colazione dei canottieri, ora alla Phillips Collection di Washington, dove un gruppo di amici tranquillamente chiacchiera sulle rive della Senna al ristorante La Fournaise a Chatou. Nel pieno della rivoluzione portata dalle idee innovative del cubismo Picasso crea Amicizia,  del 1908, in cui l’arte africana si mischia alle nuove idee di fare arte portate avanti dal pittore spagnolo. L’opera è oggi conservata all’Ermitage di San Pietroburgo. Poco dopo sarà ancora Schiele a parlare dell’amicizia in alcuni nudi del periodo maturo, in Amicizia del 1913.

Non solo uomini, l’arte ha anche ritratto la complicità tra donne. Tra le opere più note figurano le delicate pennellate di Renoir con cui vengono ritratte le Jeunes filles au piano negli anni Ottanta dell’Ottocento. L’opera ritrae Julie, figlia dell’artista impressionista Berthe Morisot, assieme a un’amica ed è la prima tela acquistata da un museo pubblico per l’artista, attualmente al Louvre.

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“Jeune fille au piano”, Renoir

Sarà un soggetto ricorrente, tanto che pochi anni dopo crea Due ragazze che leggono in un giardino, nel 1890.

Iniziando con Fanciulle con oleandro, tra il 1890 e il 1892, passando poi per un quadro più maturo come Le amiche, del 1916-17, le opere di Klimt restituiscono completamente una raffinata amicizia femminile. Negli stessi anni Federico Zandomeneghi fa Le thé e Luigi Gioli crea Signore in riva al mare si tratta di quadri che restituiscono l’atmosfera in cui era immersa la donna e l’amicizia con le altre donne della buona società negli anni della Belle Epoque.

Jorge Luis Borges diceva che «ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un po’ di se e si porta via un po’ di noi. Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla. Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso».

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“Le thé”, Zandomeneghi
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“Amiche”, Klimt
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