Tra Arte e Architettura: i Bronzi di Riace

Conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, i Bronzi di Riace sono l’emblema di una bellezza immensa e costituiscono un capolavoro dell’arte greca del V secolo a.C

Li ricordiamo oggi, nel giorno dell’anniversario della loro scoperta, avvenuta il 16 agosto 1972. Sono passati 44 anni, infatti, dal ritrovamento nelle acque calabresi grazie a Stefano Mariottini, un giovane sub dilettante romano, che in quell’occasione si immerse a 200 metri dalle coste di Riace Marina e rinvenne a 8 metri di profondità le statue dei due guerrieri che sarebbero diventate famose come i Bronzi di Riace, proprio in onore del luogo di ritrovamento.

Così recita la denuncia ufficiale depositata il giorno successivo da Stefano Mariottini il quale “… dichiara di aver trovato il giorno 16 c.m. durante una immersione subacquea a scopo di pesca, in località Riace, Km 130 circa sulla SS Nazionale ionica, alla distanza di circa 300 metri dal litorale ed alla profondità di 10 metri circa, un gruppo di statue, presumibilmente di bronzo. Le due emergenti rappresentano delle figure maschili nude, l’una adagiata sul dorso, con viso ricoperto di barba fluente, a riccioli, a braccia aperte e con gamba sopravanzante rispetto all’altra. L’altra risulta coricata su di un fianco con una gamba ripiegata e presenta sul braccio sinistro uno scudo. Le statue sono di colore bruno scuro salvo alcune parti più chiare, si conservano perfettamente, modellato pulito, privo di incrostazioni evidenti. Le dimensioni sono all’incirca di 180 cm.”

 Nell’occasione il subacqueo fu attratto dal braccio sinistro di quella che poi sarebbe stata denominata statua A, unico elemento che emergeva dalla sabbia del fondo. Per sollevare e recuperare i due capolavori, i Carabinieri  del nucleo sommozzatori utilizzarono poi un pallone gonfiato con l’aria delle bombole. Il 21 agosto fu recuperata la statua B, mentre il giorno successivo toccò alla statua A (che ricadde al fondo una volta prima d’essere portata al sicuro sulla spiaggia).

I due bronzi sono quasi certamente opere originali dell’arte greca del V secolo a.C. e dal momento del ritrovamento hanno stimolato gli studiosi alla ricerca dell’identità dei personaggi e degli autori. Ancora oggi non è stata raggiunta unanimità per quanto riguarda la datazione, la provenienza e tanto meno gli artefici delle due sculture.

 

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