Nolde: il pittore degenerato a favore del Nazismo

«Le opere d’arte sono sempre il frutto dell’essere stati in pericolo, dell’essersi spinti, in un’esperienza, fino al limite estremo oltre il quale nessuno può andare»
-Rainer Rilke

Nasceva il 7 agosto 1867 Emil Nolde. Tra i massimi esponenti dell’Espressionismo tedesco il suo talento fu messo in ombra nel corso della storia. Dall’età di diciassette anni lavora in un mobilificio e studia come intagliatore e illustratore. Divenuto professore insegna disegno ornamentale alla Scuola d’arte industriale di San Gallo, Svizzera.

Si muove considerevolmente, tra Monaco, Karlsruhe e Berlino. Sono anni fervidi dove studia le civiltà antiche, come quella assira ed egizia. Nei suoi viaggi si confronta con le opere di Rembrandt, Francisco Goya, Honoré Daumier e Édouard Manet. Nel 1904 disegna influenzato prima dall’impressionismo per poi approdare all’espressionismo. Alla base vi sono le opere di Paul Gauguin e di Edvard Munch, nel 1907 espone con gli artisti del Die Brücke si avvicina alla Secessione berlinese e al gruppo Blaue Reiter.

La sua pittura si carica di una maggiore drammaticità in seguito a una malattia presa nel 1909 e alcuni nuovi spunti appresi dalle opere di Vincent van Gogh e di James Ensor. Viaggi nuovamente in posti molto lontani, come Russia, Giappone e Cina, fino ad arrivare in Nuova Guinea. Nel 1926 ottiene una laurea honoris causa all’università di Kiel. Successivamente verrà perseguitato dai nazisti che lo annoverano tra gli artista degenerati, i lavori vengono tolti dai musei tedeschi e gli viene chiesto di smettere di dipingere. L’artista continua, tuttavia, segretamente a produrre opere e dopo la guerra la sua attività non si ferma. Morirà a Seebüll, nel nord della Germania, il 13 aprile 1956.

L’arte del pittore è oggi riconosciuta tra le massime forme dell’Espressionismo tedesco, a differenza dello scarso apprezzamento dimostrato dal governo nazista del tempo. Di sentimenti xenofobi e antisemiti Noble venne difeso, per un brevissimo periodo, da Goebbels estimatore e collezionista della sua arte. Dopo i falò e le mostre di arte degenerata Göring, suo collezionista, si assicurò molte tele per la sua casa. Le restanti finirono soprattutto in Svizzera, all’asta e con le entrate venne finanziato il Partito. Per qualche tempo l’arte del pittore fu associata alle idee dell’artista e vista malamente. Con il tempo venne riabilitato il suo talento e già nel 1950 otteneva il premio alla Biennale di Venezia.

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