Harry Potter: teatro, libri e Donald Trump

«Non esistono forse giorni della nostra infanzia che abbiam vissuti tanto pienamente come quelli che abbiam creduto di aver trascorsi senza vivere, in compagnia d’un libro prediletto… ancor oggi, se ci capita di sfogliare quei libri di un tempo, li guardiamo come se fossero i soli calendari da noi conservati dei giorni che furono, e con la speranza di veder riflesse nelle loro pagine le dimore e gli stagni che più non esistono»
-Marcel Proust

Al Palace Theatre nel West End londinese gli spettacoli registrano il tutto esaurito fino a maggio 2017. Il motivo? Harry Potter, ovviamente! Il maghetto è tornato a farsi sentire con uno spettacolo teatrale nella capitale del Regno Unito e poi sbarcherà nella scintillante Brodway e in molti altri Paesi. Questa volta, anche se la storia è stata inventata dalla Rowling, il libro è firmato da Jack Thorne, sceneggiatore di alcune serie tv come SkinsThis is England.

Il titolo inglese della commedia, da cui è stata tratto anche il libro, è Harry Potter and the cursed child, tradotto in Italia con Harry Potter e la maledizione dell’erede. L’opera è uscita nelle varie librerie inglesi alla mezzanotte del 31 luglio e decine di migliaia di persone erano in strada, pronti e in fila per comprarlo. Nel nostro paese il libro uscirà il 24 settembre, mentre la versione in inglese è già acquistabile online. Fin da subito si è preannunciato un “libro da record”, i maggiori preordini di sempre, in due giorni è divenuto il best seller e ancora tantissimi sono alla ricerca di una copia del libro.

C’è chi si chiede, tuttavia se fosse veramente necessario portare un più che trentenne Harry in teatro, richiamare personaggi vecchi e nuovi e mettere in scena tra le file del teatro. Se da un lato questo appuntamento è stata la manna del teatro londinese, e lo sarà potenzialmente per tutti quelli riusciranno ad accaparrarsi l’onore negli altri Paesi. Sembra un po’ stiracchiato ritirare fuori dal cilindro Harry e i suoi amici, anche perché dopo tante avventure e problemi forse era davvero arrivata l’ora di una buona pensione.

Una nota curiosa? A quanto pare è emerso, da alcuni studi della University of Pennsylvania, che i lettori del maghetto sarebbero più inclini a votare contro il rappresentate Repubblicano. Si parte da un concetto molto semplice. J.K. Rowling, nei suoi libri, ha sempre evidenziato concetti quali la tolleranza, il rispetto per le differenze, la lotta alla violenza e alle tirannie. Valori completamente ostili alle ottiche di Donald Trump. In aggiunta il successo di Harry Potter è divenuto mondiale e di grande rilievo per la formazione di giovani adulti.

Da queste idee sono emerse una serie di interviste mirate che hanno mostrato alcuni fatti interessanti. Sebbene il leggere Harry Potter non sia una caratteristica tipica di determinati partiti politici, siano essi Democratici, Repubblicani o Indipendenti. Invece è emerso che per ogni libro letto la stima per il candidato calava di due o tre punti percentuali, per un totale di 18% per coloro che li avevano letti tutti e sette. Fiore all’occhiello è emerso che chi aveva letto più libri di Harry era maggiormente rispettoso dei diritti per gli omosessuali e maggiormente aperto per la cultura mussulmana.

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