Strage di Bologna: il sonno della ragione genera mostri

«La gente muore solo quando viene dimenticata»
-Isabel Allende

Sono molti gli artisti a cui è stato chiesto di trattare l’iconografia della Strage degli Innocenti. Si tratta di un passo importante del Vangelo secondo Matteo. Si narra Erode il Grande, re della Giudea, viene a sapere dai Magi della nascita di Gesù, e ordina il massacro di tutti i bambini. Nell’episodio Gesù scampa alla strage salvato da un angelo che avvisa Giuseppe e questi porta in salvo il figlio. Nell’arte il soggetto è stato molto spesso ripreso, soprattutto il dramma delle madri si ritrova tra i volti raffinati tracciati da Giotto, nella scena convulsa di Ghirlandaio, o nell’assenza di essa nell’opera di Guido Reni. Gesti e sguardi bastano a restituire la disperazione. Il soggetto avrà numerosi altri riferimenti, per esempio le donne distrutte si ritrovano nell’opera di Jacques-Louis David, le Sabine.

In generale sulle stragi e le tragedie nell’arte ci sono molti riferimenti. Da un lato vi sono opere più psicologiche, che indagano gli aspetti inquietanti e intimi dell’animo. Opere come Il sonno della ragione genera mostri di Francisco Goya. Dall’altra opere che in maniera esplicita trattano la devastazione, come la notissima opera di Pablo Picasso Guernica. Influenzato da entrambi è Renato Guttuso quando crea il suo Il sonno della ragione genera mostri.

In realtà il pittore è principalmente influenzato, come tutti gli artisti, da ciò che gli succede attorno. Così, il 17 agosto 1980, quando L’Espresso gli chiede di fare la copertina del giornale per una edizione speciale il pensiero va alle 10.25 del 2 agosto 1980. Una vergognosa pagina della storia italiana, una mattina che rimarrà impressa sui libri di storia. Gruppi neonazisti e servizi segreti hanno orchestrato l’attentato divenuto il più grave atto terroristico avvenuto in Italia dal dopoguerra. Sono 85 le persone che non faranno più ritorno a casa, 200 i feriti. Si parla d’italiani ma non solo, c’è chi veniva dalla Germania Ovest, dal Regno Unito, dalla Spagna, dalla Francia e persino dal Giappone.

Affiora così, nella stampa di Guttuso, un mostruoso soggetto sinistro che richiama una forma di uccello e corpo di uomo. Il protagonista ha denti aguzzi, occhi sbarrati di fuoco. Sul torso appaiono dei serpenti, un pugnale nella mano destra e una bomba sulla sinistra. Il mostro colpisce corpi inermi e attorno a lui si vedono mani e pugni chiusi.

A distanza di tanto tempo il Collegio bolognese degli infermieri Ipasvi ha allestito la mostra Due minuti dopo.Si tratta di 50 scatti in bianco e nero fatti dal fotografo Paolo Ferrari il 2 agosto. L’obiettivo è ricordare il dramma e tutti coloro che si prodigarono per fare qualcosa. Persone volontarie, medici e infermieri che tornarono a lavoro per poter aiutare le vittime. L’inaugurazione è stata il 29 luglio con sopravvissuti e familiari. Tuttavia c’è ancora una nota dolente nella faccenda, condannati artefici e autori del depistaggio, serve ancora rispondere su chi fossero i mandanti. Fino ad allora oltre il dolore rimarrà ancora una grave offesa alle vittime, ai familiari e tutti i cittadini italiani.

Per informazioni sulla mostra: Collegio bolognese degli infermieri Ipasvi

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