Buon Compleanno Jean Dubuffet (31/07/1901)

Noi abbiamo nelle nostre menti una parte sana e una parte malata. Noi negoziamo tra queste due parti.
-Haruki Murakami

Il pittore e scultore Jean Dubuffet nasceva il 31 luglio del 1901 a Le Havre. Inizialmente frequenta l’Accademia d’Arte poco lontano da casa. Nel 1918 va a Parigi per frequentare l’Académie Julian. Starà in tale ambiente per poco, appena mezzo anno, ma in questo periodo inizia a frequentare Suzanne Valadon, Fernand Léger e Raoul Dufy. L’artista ha interessi vari, dalle produzioni dei popoli primitivi, all’arte africana, dai disegni tracciati dai bambini ai malati di mente. In questo contesto è da intendere l’aiuto che ha fornito per il libro di Hans Prinzhorn sull’arte degli alienati.

Per un solo anno, il 1923, vive in Italia, dopo va in Sudamerica. Diventato disegnatore industriale si occupa della gestione familiare dell’azienda vinicola a Buenos Aires. Con il tempo la sua voglia di fare arte aumenta e nel 1944 arriva la sua solo alla Galerie René Drouin, Parigi. Paul Klee e l’astrattismo sono fondamentali in questo periodo.

Dal 1945 l’artista dà libero sfogo alla sua vena creativa, è così che arriva a teorizzare i concetti di Art Brut. Alla base vi sono lavori spontanei, immediati, prodotti da estrani all’ambiente artistico. Si tratta di arte creata da malati mentali e bambini. Arriva nel 1947 la Compagnie de l’art brut, assieme ad André Breton, Paulhan e Drouin. Sono termini con cui si indica il fare arte loro malgrado, coloro che creano senza intenzioni artistiche, per comunicare, dar libero sfogo a una pulsione emotiva. Contemporaneamente organizza una mostra esponendo i disegni di bambini e alienati mentali.

La sua prima personale a New York si tiene alla Pierre Matisse Gallery. Il suo obiettivo è una arte anticulturale. A suo modo di vedere la cultura soffoca, limita, pone paletti e priva l’uomo dell’irrazionalità del gesto. Dubuffet cerca di ricercare le forze artistiche originali per tracciare una nuova strada. Come Kandinskij, Mirò e Klee prima di lui, anche il pittore s’interessa ai disegni dei bambini. Essi sono un esempio perfetto di come egli intenda l’arte, non a livello estetico ma d’ideologia artistica. Sperimenta in maniera varia, dal campo artistico a quello musicale, assieme all’amico Asger Jorn.

Passa da New York a Parigi, è il 1957 quando lo Schloss Morsbroich a Leverkusen, in Germania, gli dedica la sua prima retrospettiva. Primo di molti prestigiosi istituti d’arte. Per esempio il Museum of Modern Art di New York, l’Art Institute di Chicago, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, la Tate Gallery di Londra, Palazzo Grassi a Venezia e la Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Morirà, a Parigi, il 12 maggio 1985.

Secondo Dubuffet, l’arte grezza deve «naître du matériau […] se nourrir des inscriptions, des tracés instinctifs» (sorgere dal materiale […] nutrirsi delle iscrizioni, delle disposizioni istintive). Il sinonimo inglese di Art Brut è Outsider Art, termine sorto 1972 dal critico d’arte Roger Cardinal e usato, più in generale, per indicare svariate forme di arte fuori dal comune. Dubuffet specifica che sono «lavori effettuati da persone indenni di cultura artistica, nelle quali il mimetismo, contrariamente a ciò che avviene negli intellettuali, abbia poca o niente parte, in modo che i loro autori traggano tutto dal loro profondo e non stereotipi dell’arte classica o dell’arte di moda».

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