Buon Compleanno Giorgio Vasari (30/07/1511)

Nessuno può spiegare come le note di una melodia di Mozart, o le pieghe di un panneggio di Tiziano, producano i loro effetti essenziali. Se non lo senti, nessuno può fartelo sentire col ragionamento.
-Ruskin

Nasceva ad Arezzo il 30 luglio Giorgio Vasari. Tra gli artisti e gli storici dell’arte più importanti e noti della storia. Formatosi all’arte di Michelangelo e Andrea del Sarto, oltre che dagli artisti veneti, egli è divenuto tra i massimi esponenti del manierismo fiorentino.

Tra tanti lavri forse il più noto è ancora il suo libro, Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri, nel 1550 e riedito nel 1568. L’opera, inizia con una spiegazione tecnica e storico-critica sulle tre “arti maggiori”, cioè architettura, scultura e pittura. Dopo seguono le storie di 160 artisti, i più vicini alla città di Firenze, che l’artista descrive. L’arte “buia” del medioevo termina, nei suoi scritti, con Cimabue e lentamente risorge, per raggiungere l’apoteosi nel Rinascimento toscano.

Seppur spesso in viaggio, a Venezia, lavora spesso nella sua Firenze. Pittore, scenografo e architetto decora lui la prima parte della cupola di Santa Maria del Fiore, che, alla sua morte, terminerà Federico Zuccari. Nel 1960 Cosimo I gli affida i lavori per modificare gli interni de gli Uffizi. Al tempo Vasari si occupava del cantiere di Palazzo Vecchio. Il progetto prevedeva un edificio a forma di “U”, costituito da un braccio lungo a levante, da un tratto breve, sull’Arno, e da un braccio corto inglobando la Zecca Vecchia. I lavori sono relativamente veloci e in 12 anni le magistrature risiedono nuovamente negli edifici.

Benché di parte le sue testimonianze sugli artisti del tempo furono molto utili agli storici. Una particolare importanza hanno le figure di Leonardo da Vinci e Michelangelo «Grandissimi doni si veggono piovere da gli influssi celesti ne’ corpi umani molte volte naturalmente; e sopra naturali talvolta strabocchevolmente accozzarsi in un corpo solo bellezza, grazia e virtú, in una maniera che dovunque si volge quel tale, ciascuna sua azzione è tanto divina, che lasciandosi dietro tutti gli altri uomini, manifestamente si fa conoscere per cosa (come ella è) largita da Dio, e non acquistata per arte umana. Questo lo videro gli uomini in Lionardo da Vinci».

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