Artiste, carriera e famiglia

«Le donne non dovrebbero avere potere sugli uomini, bensì su se stesse»
-Mary Shelley

Potere, lavoro e famiglia sono argomenti delicati. Sempre più la storia si costella di grandi personalità dall’arte alla scienza, da Frida Kahlo e Marie Curie. Tra le donne più talentuose e note Marina Abramovich risulta un punto di riferimento ancora oggi nel panorama artistico internazionale. Poco tempo fa una sua affermazione ha fatto sorgere qualche discussione. Intervistata dal giornale tedesco Tagesspiegel la donna ha affermato, senza mezzi termini, che ha avuto più aborti durante la sua carriera. Una decisione consapevole per salvaguardare la sua carriera. 

«Ognuno ha un’energia limitata nel proprio corpo e con un bambino so che avrei dovuto dividerla». Continuando l’artista spiega che «conciliare una famiglia con la carriera di artista sarebbe stato impossibile». Marina Abramovich non se ne pente assolutamente, «alla soglia dei settant’anni sono felice di essere libera. I figli buttano fuori dall’arte e diventare madre sarebbe stato un disastro». Continuando l’Abramovich esplica maggiormente «Secondo me c’è una ragione per la quale le donne non hanno successo in campo artistico come gli uomini. Il mondo è pieno di donne talentuose. Perché allora gli uomini ricoprono sempre le posizioni più importanti? È semplice. Amore, famiglia, bambini – una donna non vuole sacrificare tutto questo».

Sicuramente una considerazione molto forte, che non è passata inosservata. Tuttavia c’è qualcosa in commenti del genere che fa storcere il naso. Allo stesso tempo, con l’argomento, si rischia fin troppo facilmente di scivolare in risposte insensate e scorrette. Non sarebbe minimamente accettabile che le critiche venissero fatte per sottolineare l’ambizione dell’Abramovich. Nessun collega dell’altro sesso che abbia dedicato la sua carriera all’arte è mai stato sminuito per questo. L’intraprendenza, finché non lede gli altri, può essere invidiata e ispiratrice, e se viene sminuita solitamente è solo per invidia. Allo stesso tempo non è corretto sminuire una donna perché non senta la necessità di riprodursi. Il problema sorge quando si decide di non aver figli non per disinteresse ma per poter avere una carriera.

Davvero la donna di oggi deve rinunciare alla famiglia per poter arrivare lontano? Come idee non sembra tanto svincolata da ottiche maschiliste. Io mi guardo intorno e in questo mondo le donne sono spesso vittime: pubblicità sessiste, compagni violenti e luoghi comuni. Al pari però quante personalità femminili si stanno dimostrando in grado di raggiungere il successo? Mi riferisco a donne come la candidata alla Casa Bianca, Hillary Clinton, l’ammiraglio, Michelle Howard, la Direttore Operativo del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde . Ancora la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e la neo-premier inglese Theresa May. Tutte queste donne hanno idee e comportamenti differenti, non necessariamente in linea con le mie. Però sono tutte donne di rilievo che non hanno rinunciato alla famiglia per la carriera. Forse il problema non è tanto nel voler creare una famiglia e decidere di spendersi per essa. Forse il problema è che nella nostra società sono viste come una chimera. Erroneamente le si vede come donne che hanno accantonato qualcosa e non come persone che non si sono arrese a una logica out-out. Donne che hanno preteso lavoro e famiglia, perché limitare loro stesse a uno solo dei due aspetti non bastava.

 

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