Arriva la Fondazione Pinuccio Sciola

Pinuccio Sciola è stato artista, innovatore e sardo. Sono i tre aspetti con cui delineare il suo lavoro, creatore di murales, di pietre sonore e profondamente legato alla sua terra. Figlio di contadini si fece notare nel panorama artistico internazionale studiando e viaggiando, da Madrid a Parigi. Negli anni ’70 partecipa alla Biennale di Venezia, la Quadriennale di Roma. Il suo riconoscimento si suggella in breve tempo e arrivano i riconoscimenti fino a pochi anni fa. Nel 2006, per esempio, a Bologna riesce a creare un’istallazione con le sue pietre sonore con Impianto Sonoro ScolpitoVilla delle Rose. Infine, nel 2012, è stato insignito come Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Uno dei suoi massimi interessi di Sciola è sempre stato quello di promuovere la cultura e l’arte del suo paese natio, San Sperate. Il paese è attualmente una città museo, grazie ai murales dell’artista. Per anni l’uomo si era prodigato per creare una Fondazione e salvaguardare il suo lavoro nel paese.

Dopo due mesi dalla dipartita arriva, finalmente, l’amata Fondazione Sciola. Lo hanno annunciato il 22 luglio i familiari dell’artista nella sala del Comune di San Sperate. Tomaso Sciola, secondogenito e Presidente della Fondazione, racconta che dal «babbo abbiamo ereditato il patrimonio non solo artistico, ma di relazioni e amicizie che ha creato negli anni. Ti guardava negli occhi, ti stringeva la mano e trasmetteva carica ed energia, chi lo ha conosciuto sa di cosa parlo». Primo progetto è quello di occuparsi della casa-museo del padre e avviare una collettiva per un progetto molto caro a Pinuccio: 240 km di opera d’arte che percorra la Statale 131 in Sardegna.

La figlia, Maria Sciola, conclude dicendo che «ovunque lui sia adesso, sarà felice. Babbo teneva moltissimo alla Fondazione, e la sua casa ora potrà tornare a vivere, la porta di quella casa che in tanti oggi mi chiedono di riaprire, potrà finalmente accogliere gli amici, i conoscenti, i curiosi, come quando lui era in vita. La ristruttureremo e ne faremo un museo. Spero che le mie opere tornino a far parte della Natura, mi diceva sempre. Oggi, il suo sogno si avvera».

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