Tra Arte e Architettura: Fondazione Bevilacqua La Masa

La Fondazione Bevilacqua La Masa nasce al termine dell’Ottocento. Una tremolante Italia si stava tentando di far largo dalle varie “toppe” di stati minori, tra nuovi governi e vecchi privilegi. In un clima d’incertezza nella laguna veneta una lungimirante Felicita Bevilacqua, vedova di Giuseppe La Masa, affida al Comune di Venezia il palazzo della famiglia, di Ca’ Pesaro, con l’obbligo sia utilizzato per aiutare i «giovani artisti ai quali è spesso interdetto l’ingresso nelle grandi mostre». La Signora Bevilacqua la Masa è una grande mecenate degli artisti, infermiera per la Repubblica Romana a metà dell’Ottocento. Il testamento gettò le basi per lo Statudo della Fondazione. Il 5 dicembre 1899 il Comune di Venezia istituisce l’Opera Bevilacqua La Masa, attiva dal 1904 e che diventerà ufficialmente una fondazione solo successivamente, negli anni Ottanta.

Con il tempo artisti e sedi espositive sono state molteplici, da Ca’ Pesaro al Lido passando per Piazza San MarcoPalazzetto Tito. Sono stati portati in mostra lavori di giovani esordienti e volti affermati come Jean-Michel Basquiat, Joseph Beuys, Frida Kahlo, Sonia DelaunayYoko Ono. Nelle sue attività più recenti spesso è affiorata una profonda critica alla commercializzazione incontrollata del patrimonio veneziano. Oltre a iniziative con artisti singoli sono state avviate collaborazioni con istituti professionali quali la recente mostra, Lost in Venice, disguidi veneziani, sarà accessibile fino al 28 agosto in collaborazione con lo IUAV – Istituto Universitario di Architettura di Venezia. La giunta del primo cittadino veneziano Brugnaro ha deciso in questi giorni di chiudere l’istituzione. La motivazione data dall’assessore al Bilancio Michele Zuin, tratta dal Gazzettino, è molto pragmatica. A quanto pare, la Fondazione assieme al Centro Previsioni Maree, l’Ente Gondola e il Parco della Laguna erano eccessivamente costose. Si tratta di «una decisione che deve puntare all’efficienza. Molte di queste Istituzioni non avevano più motivo di essere. In più di un’occasione rappresentavano solo ed esclusivamente dei centri di costo. Di conseguenza si è stabilito che l’Amministrazione potrà svolgere le stesse funzioni, portandole, però, all’interno della macchina comunale, valorizzando e dando efficienza al personale che prima era assegnato alle Istituzioni stesse e andando a eliminare quattro Consigli di amministrazione con un conseguente risparmio di risorse». Da contro il Presidente Giancarlo Borile risponde, su Exibart, che non sono stati informati di nulla «abbiamo avuto solo conferma di una serie di chiacchiere di corridoio». Oltre ciò non sembra condividere le motivazioni riguardanti la chiusura dell’ente. Continua Borile: «far passare la Fondazione, poi, per un’ente che sperpera denaro pubblico è una vera e propria menzogna». Da un lato il Presidente ha indetto un CDA straordinario in data di venerdì 22 luglio, dall’altro ci si chiede quali saranno le conseguenze di tali azioni. Se l’istituto rappresentasse realmente solo più una fonte di costo e soprattutto se farlo rientrare sotto il Comune possa essere considerata una mossa lungimirante.

 

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