Quando la riqualificazione parte dai tombini

I tombini sono oggetti funzionali all’urbanistica cittadina, solitamente di forma circolare o quadrata. Possiamo, senza offendere nessuno, affermare che esteticamente siano veramente poco belli e il più delle volte i comuni cerchino di renderli il più possibile mimetici con il terreno in cui si trovano. Tuttavia è successo più di una volta che questi oggetti diventino protagonisti e oggetto d’arte. Definiti come “Tombini artistici” questi vengono decorati e rielaborati da singoli artisti o da aziende affermate. Il loro uso può essere per uno sviluppo culturale o per porre un’accento maggiore sui prodotti che realizza in Italia. In entrambi i casi si tratta di un’iniziativa molto fantasiosa.

Nel febbraio del 2015 i pedoni che camminavano per le strade affollate di Milano potevano imbattersi in particolari progetti urbani. Infatti, su 24 tombini della città ,i massimi esponenti della moda made in Italy si sono messi in gioco. Grandi nomi si sono prestati a elaborare un nuovo design, accattivante e provocatorio, per alcuni tombini milanesi. Un modo per rivalutare e sottolineare una delle eccellenze italiane, la moda, facendosi notare da un pubblico maggiore. Il titolo per l’iniziativa era Sopra il Sotto. Tombini Art raccontano la Città Cablata e le personalità che vi hanno aderito sono moltissime firme note, da Armani a Prada passando per Moschino e Versace. Realizzazione e promozione erano a opera della Metroweb, azienda milanese di fibre ottiche. Il progetto è stato promosso da numerose istituzioni: il Comune di Milano, la Camera Nazionale della Moda Italiana, la Oxfam Italia e l’Associazione MonteNapoleone.

In questi giorni un progetto nuovo parte sempre dalla riqualificazione urbana dei tombini. Questa volta siamo a San Daniele, in provincia di Udine. Il progetto si chiama 5.5.76 ed è promosso dal Centro friulano arti plastiche. Il nome, 5.5.76, richiama una grande calamità che si abbatté su quel territorio: è il giorno prima del terremoto del Friuli. Il 6 maggio un sisma di magnitudo 6.4 della scala Richter colpì varie zone del Friuli, portando danni ingenti: 990 morti, più di 100 mila sfollati e 45 comuni completamente rasi al suolo, oltre ad altri gravemente danneggiati. A quarant’anni da quei fatti il comune di San Daniele vuole portare avanti un progetto di riscoperta della tradizione e della storia passata per uno sviluppo sostenibile. Questa iniziativa risponde agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile portata  avanti dall’Onu. Il progetto sta impiegando artisti su 34 tombini differenti, tra zone pubbliche e private.

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