A spasso nella storia del cinema: La corazzata Potemkin

La corazzata Potëmkin è un film cardine della storia dell’arte. Il regista, Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, ha realizzato quella che spesso viene considerata l’opera migliore nei film di propaganda sovietica. Il film è ambientato nel giugno 1905, in un mix di elementi veri e rielaborazioni ai fini narrativi. La pellicola è suddivisa in cinque atti: Uomini e vermi, Dramma sul ponte, Il morto chiama, La scalinata di Odessa e Una contro tutte. Il nome deriva dalla barca militare russa che accompagna le vicende narrative della storia. La durata va dai sessanta agli ottanta minuti, a seconda della versione adottata. Il lavoro sorge per un progetto di commemorazione dai vent’anni dall’avvenimento originario. La scalinata di Odessa è la scena più celebre dell’intero film. I soldati, indifferenti marciano e non si smuovono davanti alla popolazione ferita che ha aiutato i marinai. La sequenza si chiude con una scena ormai cult: la carrozza con il bambino urlante, lasciata cadere dalla madre ferita a morte dai soldati. Il film viene citato numerose volte, tra cui nel film Il secondo tragico Fantozzi di Luciano Salce, nel 1976. In quel caso Paolo Villaggio interpreta l’uomo qualunque che nel cineforum commenta il film dicendo: «Per me “La corazzata Kotiomkin” è una cagata pazzesca!»

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